Italia: quale futuro?

 

Una settimana dopo le elezioni in Italia — in grandi linee una radiografia che mostra il Paese diviso tra 1/4 che si è astenuto; 1/4 che ha votato i partiti di destra; un 1/4 – sinistra altamente decaffeinata (con un centro-sinistra più affine a Bruxelles che al popolo italiano), più una sinistra progressista che ha ottenuto sorprendentemente pochi voti per un Paese nella situazione di Italia; e 1/4 che ha deciso che tragicommedia è il genere politico più rappresentativo –, torniamo a riflessioni precedenti*  per concludere che l’Italia –così come la Spagna, la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda (i GIPSI di Johan Galtung) e futuri Paesi che incapperanno nello stesso destino– ha bisogno imperiosamente di rafforzare l’autosufficienza e la sostenibilità. E, come Erika Degortes diceva gía tre mesi prima delle elezioni,

“Lasciate che gli italiani lascino i loro politici consumarsi nelle loro risse, completamente separati dalla vita delle loro popolazioni e, piuttosto, che imprendano le iniziative dal basso. Nel sud d’Italia è già possibile trovare gente coltivando dei giardini per la produzione di ortaggi, persone  costruendo le case con materiali riciclati o, meglio ancora, riscoprendo le tradizioni del loro passato, anche il passato remoto che dà nuova vita agli aspetti dell’economia e che era stato dimenticato. “

Leggere saggio completo: (English) Italy – Greece, Which Future? by Erika Degortes – Transcend International

*G.I.P.S.I. Greece-Italy-Portugal-Spain-Ireland – The Decline of the West

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